lunedì, 30 marzo 2009

Pane e tulipani. Ogni volta che lo rivedo mi si accende qualcosa dentro. Il cambiamento repentino di una vita da una stazione di servizio. Vorrei essere dimenticato anch'io. Bah. Guardiamo in faccia la triste realtà, io non sono la casalinga Licia Maglietta e non incontrerò mai l'islandese Bruno Ganz, non sono sposato, non ho figli e non li avrò mai. Quindi posso solo accendermi una sigaretta post film e avere quel minimo di ottimismo che apre nuovi margini di vedute. Ma che cazzo sto dicendo?

I piedi sono ancora fasciati, ho pensato di fare una foto e di metterla su qualche sito per feticisti, così giusto per far passare un pò il tempo. Messaggini vari, come stai, come non stai, bla bla bla, gnè gnè gnè. Sto bene a parte che ho strisciato per giorni, ma ora mi sto evolvendo e ho imparato a zoppicare. Come si dice? Impara l'arte e mettila da parte.

Dagli oscuri abissi è salita la trota lessa, quello stesso pesce che definivo genio. Ora vuole vedermi, perchè in fondo gli è dispiaciuto il nostro allontamento. O almeno così dice, mi è sembrato così convinto che per pudore e dispiacere non gli ho detto che tra noi non c'è mai stato un avvicinamento. Questi pesci, mamma mia..non si sa mai come prenderli.

Sono nervoso, il tempo qui sembra essersi fermato, vorrei fare qualcosa di divertente e trasgressivo, sabato per esempio ho preso l'antibiotico e subito dopo ho bevuto un cosmopolitan e mezzo (perchè signori miei con questa crisi economica io pure i cosmopolitan mi divido). Che cosa trasgressiva eh? Uno zoppo alcolizzato che ha visto troppe volte sex and the city. Cazzo, in questo preciso istante sento delle fitte sotto al piede, oddio i miei punti. Ho questa fissa, ogni mezz'ora tolgo le fasce e li ammiro nella loro integrezza. Forse scrivo troppo, vorrei essere un pò più sinottico...e dire che nei discorsi lo sono quasi sempre. ok sparisco. puff.

postato da: MonsieurRenault alle ore 18:43 | Permalink | commenti (4)
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venerdì, 27 marzo 2009
 

Il primo post è sempre quello più imbarazzante, alla fine queste parole si aggiungono alle migliaia di parole inutili che riecheggiano qui su splinder, ma non solo.

Da dove nasce questo bisogno primordiale e patetico di scrivere qualcosa? Avessi argomenti utili a qualcuno. Chessò potrei scrivere delle poesie di merda e ricevere complimenti sulla bella persona che sono. Oddio.

Ma ormai ci sono e non posso tirarmi indietro, che detto così sembra un atteggiamento eroico e patriottico. Ho i piedi fasciati e cinque punti di sutura che mi strizzano anche il cervello e le palle. Il tempo non passa mai ed io ascolto gli Smiths a ripetizione, sempre la stessa canzoncina. E il please parte in loop fra le mie labbra e  arriva a queste pareti inutili e silenziose. Inizio con il vittimismo e questo non è certo un bene, forse dovrei darmi ai Beach boys e pensare ai miei piedi liberi bagnati dal mare sporco e dalle alghe che mi fanno schifo. Forse dovrei avere questi pensieri romantici e post-adolescenziali per trascorrere questi altri giorni nel modo meno traumatico possibile. O forse dovrei pensare all'angelo, con gli occhiali e ai  suoi denti perfetti. Il tedio regna sovrano, ci sono riuscito, molto probabilmente ho tediato anche qualcun altro, ma non credo che qualche coraggioso possa essersi spinto fino a questa riga. Mi congedo, datemi il benvenuto o il rinbevenuto o mandatemi a fanculo o ignoratemi, che forse è meglio. Ed ora caffè e sigaretta, perchè i piedi saranno pure insaccati, ma ho imparato a strisciare come una serpe. Vado. Anzi striscio.

postato da: MonsieurRenault alle ore 19:45 | Permalink | commenti (13)
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